L'uomo che fabbrica gli epigrammi:
È giusto: voi siete con magnificenza «il Cavaliere de li Spiriti altrui...»
***
(Dice il Compare:
«Sventura vuole che il patto da noi concluso con l'estraneo Cavaliere, libertà gli accordi o licenza di molestarvi tante volte quante a lui piaccia. So che pure nella seconda sua parlata Egli vi fu discaro, sebbene cercasse di trattar cose che più vicine stanno all'anima di chicchessia. Ma il suo torto fu di scegliere una forma nebulosa e di mettere troppo studio nell'armonia delle frasi, le quali armoniosamente ristuccarono. Gli è poi cosa molto infetta di necrofilia quella di pretendere che ogni ben pensante uomo, a guisa di cimiterio ambulante, porti un cadavere in sè, — sia pur questa una vaga e profumata morta, e ghirlande le si diano quante ne intreccia la primavera.
Ma non possiamo rompere il nostro patto; e per di più a quest'ora che le vie son deserte, almeno di personaggi notevoli, non sapremmo in verità quale maschera inviarvi, la quale possa con maggior brio disannoiare il tempo che la Dama di Luce, bellissima etèra Meridiana, si cinga intorno al flessuoso corpo la dodicesima sua veste.
Ora e poi, quest'Uomo promette che verrà per farsi conoscere. Non più nel buio perfetto, ma questa volta nella penombra Egli dice che viene per discorrere con voi. Verrà, chiuso fino al mento nel suo mantello buio, con la maschera su gli occhi e un po' lontano dalla ribalta nonostante la fiochissima luce. Ma vedrete almeno la sua figura come un ritaglio buio nell'ombra, vedrete almeno i suoi movimenti, l'altezza della persona, il disegno delle sue membra. Forse vi giungerà un poco più chiara la sua parlata, perchè anche la parola, sebbene muova incontro ai timpani, pur s'agevola e molto si rischiara con la luce. Tutto è oscuro nel buio, anche il suono. Egli vi parlerà prontamente, senza preamboli, da persona che sia per andarsene. Ricordate il suo motto rigido?...
Ora e poi, quest'Uomo non chiede applausi.»
Eccolo, e viene.»)
Pausa.
Ridono Violini quasi morti.
Filtra vapore d'Elettricità
quasi morta.
Sui tamburi domina un galoppo
distante.