Volgendo pertanto l'ultim'ora della Giornata concessa per commediare fra di noi, doveroso mi sembra che voi sappiate, o Personaggi della Commedia, chi veramente io mi sono. E poichè, mentre tenevate la scena con bella baldanza, io, nascosto entro la nicchia del suggeritore, sfiatandomi ed improvvisando, soffiavo nelle vostre alterne voci la mia voce dissimulata, giustizia vuole, o Maschere della Commedia, che voi facciate con l'ambiguo Cavaliere, una più libera conoscenza.

Non mi piacerebbe in alcun modo ripetere più che due volte un esordio, il qual due volte ripete l'identicissima cosa, e vengo dirittamente a scoprirmi senza raggiri, poichè non vano mi sembra che dell'essere mio con limpidezza ogni mistero sappiate.

La ressa dietro le quinte or quasi del tutto scema; il buttafuori non s'affanna più col trovarobe ansimoso e grondante. Quelli de' miei Personaggi che non hanno più parte, ma già struccati e ravvolti nei mantelli da passeggio attendono per i corridoi, — quando avrò detto chi sono, — vadano in pace!

Può darsi che la platea, sempre distratta e più curiosa di belle donne che del comico nostro cicalare, si vada facendo la stessa domanda: — Chi è mai questo ambiguo Cavaliere, verbivariato e privo d'ogni buona creanza, il qual fece dire tante cose arrischievoli, che punto nè poco vanno insieme con la sua Cavalleria dello Spirito Santo?

Signori sì, ch'io vengo per dirvelo, se pure indugio a bella posta con l'istrionica malizia d'acuire la vostra curiosità.

Lunghesso la Commedia molti apparvero al proscenio ed ancor pochi verranno: sappiate or voi, che in tanti quanti furono, e quivi e come nella vita, sempre in ognuno sta

il Cavaliere dello Spirito Santo.

Cercatelo in voi profondamente al ritorno dalla Commedia verso i placidi vostri focolari; ed anche se non avete un focolare, non una sorella nè un'amante che v'abbia messa la rosa nel bicchiere presso quei letti gelidi e solitarii nei quali v'addormenterete.

Sì, o Maschere... nulla è forte come il bisogno che l'uomo prova d'offendere la sua propria sensibilità; e quantunque su la terra sia l'egoismo la più barbara potenza, pur nell'anima dei vivi rugge oscura profonda la voluttà morale della propria uccisione.

Vi regalerò uno specchio; miratevi! Se alcun altro vi osserva, cercherete di vedere nello specchio le bellezze che avete.