Ha detto una volta che voleva regalare alla sua amante qualcosa di migliore che tre stelle. Sapete cosa le donò? Tre Rose: una bianca, una rossa, una rosa. «Poichè, disse, queste hanno profumo.» E l'amante sua ch'era una pazza come lui, andava intorno giurando di aver ricevuto il più bel dono che si possa ricevere da un uomo.
Ho detto male: «un pazzo»; egli è un delinquente, non un pazzo. La logica della sua vita è così temibile, che meglio assai varrebbe tenersene lontani.
Adesso afferma che traverserà il mondo con questo piccolo ronzino, e certo medita qualche altro delitto perchè lo si ode ripetere senza variare mai, con il passo e con gli occhi d'un automa: — la strada, la strada.
Questo, per far ridere Vostra Eccellenza!...»
Personaggi della Commedia, quel buon diavolo nulla v'ha taciuto, nè su la tempra della mia lama, nè sul motto, nè su le gentili armi di nomade che infiorano il mio scudo... Maschere della Commedia, non più potrete far equivoco sul Cavaliere ch'io sono!
Come io conosca il mondo, e cosa del mondo mi piaccia, vi dirò altrove, se vorrete ascoltarmi; e dove sarà e contro quanti la mia battaglia essenziale, — ovverossia la mia morte più deliziosa, — vi dirò altrove, se vorrete ascoltarmi. Qui solo vi ho date le ragioni spicciole per le quali molte cose importanti mi sembran degne d'esser volte in burla, e solo vi ho detto con celerità le prime stravaganze che mi spuntarono su l'orlo della bocca.
Pure un perdono vi chiederò!
Fatemi venia degli errori di grammatica e di sintassi che avrò potuto commettere improvvisando nella nicchia del suggeritore; a questi provvederanno alcuni miei critici — o critichesse — che vedo con accademica magnificenza svariare nella platea.
Fatemi venia delle facezie che alcuni miei molto rablesiani, o molto aristofaneschi amici troveranno cretine, appunto perchè a me paiono profonde... — ovvero adorneranno quanto mai d'impreveduti codicilli, appunto perchè non sono anfibie nè duplici nè tendenziose nè ambigue di per sè!... — E fatemi venia per ultimo dell'altre poche onorate sfacciataggini che ormai, rabbuiandosi l'intelletto, stanco e sfiatato improvviserà