Questo velo nero non rimarrà che per alcuni attimi così trasparente; poi sopra ve ne cadranno altri senza che si veda, sempre altri, sempre altri, finchè le si faccia una veste d'ombra, ma d'ombra e di brillanti...
Ecco, o taciturni, quel che vedrete, all'alzarsi della Nuvola, tra poco.
Ed io vi dico inoltre ch'ella vi «racconterà i profumi» vi racconterà i profumi della Capitale che brucia, lontana, laggiù sotto la cupola rossa, come un naviglio dondolante...
Ecco, e la Nuvola s'alza.»)
Entra il Profumo dei Tre Alberi Lontani.
Profumo del Glicine:
Io m'arrampico su le belle ringhiere di ferro battuto, sui poggioli d'alabastro tepidi e rosei quando nelle primavere tramonta il sole. Vado su per le facciate rugginose dei palazzi decrepiti a guardare nelle finestre delle sale ove il tramonto suscita lampi d'oro e fiammeggia nell'anima dei lampadarii di cristallo. Son l'albero che guarda giù dalle muraglie dei giardini antichi; tesso nei parchi silenziosi lunghi padiglioni violetti che dentro il verde vanno a pergolato, si perdon nell'ombra come una trasparenza quasi glauca di grappoli in fiore. Più volte fiorisco nell'anno, e nelle sere d'aprile verso per l'aria santificata un profumo quasi inafferrabile che somiglia al mio colore. Ho nel grappolo tante ali che invece di esser pendulo sembro volar via. Quando la mia fioritura soverchia la fronda rara e seppellisce il tronco, voi vedrete nelle notti d'aprile vivere tra il quadrangolo dei colonnati una specie di fiume aereo che si gonfia nella serena ombra e per tutta la corte propaga un miracolo di fluidità.
Sono allora il ricamo delle cose impossibili a dirsi, e tale sono con tutto il mio essere: fiore profumo colore; son l'antichità robusta che lancia dalle ringhiere un arazzo lieve come un soffio di piume; sono la bellezza delle idee pallide, la poesia della fragilità.
Mi piace sfiorire sul mio tronco spogliandomi da me stesso della magnificenza che portai, lasciando cadere i grappoli a fiocco a fiocco in una pioggia che il vento muove, gialla e turchina. Mi piace sentire il passo d'una ragazza turbata camminar sul tappeto che le faccio con i miei grappoli caduti e, nei crepuscoli quasi morti, con la mia morta poesia...
Son l'Albero che fiorisce, sfiorisce, più volte nell'anno, maravigliosamente.