Trovai nel matrimonio molta pace, molto ordine, qualche notte di buona lussuria, ma la mia qualità di amante abitava pur troppo fuor di casa mia. E non era più la medesima di prima: questo amante aveva un cerchietto d'oro al dito, il che è una cosa indefinibile.

Mi parve d'essere capace d'innamorarmi ancora, e molto, e forte: ma non era vero. Seguitavo semplicemente a condurre per le alcove degli altri o nei profumati spogliatoi della bellezza il mio vizio stanco.

Avvenne che in tutte le donne cominciassi a temere l'ultima...

Avvenne che ogni volta mi dicessi: è l'ultima...

Avvenne che non andai dall'ultima.

Ed ora che sono Giubilato, penso di continuo sotto i miei capelli bianchi a questa favola triste, maravigliosa, indefinibile, che si chiama l'amore...

La venditrice di sè stessa:

Quando mai la lingua italiana mi regalerà una parola decente e moderna per esprimere il mio stato civile? È una cosa molto seccante non poter scegliere che fra cortigiana etèra baldracca meretrice pedina magalda briffalda puttana, e così via, — tutte parolacce d'altri tempi, che m'ha elencate con molte altre un mio ammiratore; parolacce le quali non rappresentano punto nè poco la cosa naturalissima che faccio io. Datemi un bel nome, o signori Accademici, e ve ne sarò grata!

A proposito, è vero che state fabbricando un certo Vocabolario della Crusca?

Il Cruscante: