Noi siamo la Genialità che il mondo non vuol conoscere, siamo le finestre dalle quali non guarda mai nessuno, i fuochi ai quali anima viva non si scalda.
Altri agitano il tirso che in sè non portano alcun Dio; noi viviamo in campi d'ortiche mentre il lauro cresce nei giardini altrui. L'epoca non ci comprende; siamo nati cent'anni prima della nascita nostra, pensiamo col cervello d'una gente che verrà. Il solo conforto è per noi leggere le biografie di quei sublimi, ch'ebbero gloria quando furon polvere.
Nunc et in hora mortis nostrae... Amen.
Di questi giorni è il tempo dei mediocri, talora degl'infimi; riesce oggi chi puttanescamente si vende al favor popolare. Laddove si celebra l'immortalità d'un poeta che scrisse persino un endecasillabo con dodici piedi, io diedi alla mia terra un poema primordiale in 61 canti che nessuno volle stampare e nessuno lesse; laddove girano il globo le operacce di maestri che non sanno il contrappunto, (e sono debolissimi nell'orchestrazione,) tu, Flavio, nella tua «Sinfonia delle Foglie Gialle» hai spinto di qualche passo più oltre l'anima beethoveniana. Mentre un pittor d'affreschi murali passa per Tiziano risorto (— e falla in tutte le prospettive per disconoscenza del disegno! — ) tu, Clodomiro, nel tuo «Notturno in luoghi Morti» hai ottenuto forse la più grande rarefazione di colore, il più profondo singhiozzo di luce che mai pittura tentò di esprimere...
Ma che serve? Tutto questo piace alla Beozia regnante, come piacerebbe alla mummia d'un Faraone!
Sì, le parole più significative della vita nuova noi le abbiamo dette, solo non furono comprese! La Fama, che sarebbe nostra donna d'amore, passa davanti a noi scordevole, o co' suoi veli trasparenti ci adesca mentre va in letto con altri...
Così noi camminiamo per via malinconici, a fronte bassa, con il fegato un po' gonfio, mentre la strada plaude sfrenata perchè si corona imperatore un Asino!
La nostra famiglia è grande; vi sono Incompresi anche fuori dall'arte; inventarono, amarono, vollero, fecer mille prove per venire a capo di un'idea fissa, tentaron senza tregua di spiegarsi, ma non furono compresi mai... Poveri e tetri, la nostra parola è forse questa: — mai.
Nunc et in hora mortis nostrae... Amen.
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