Sono da tutti maltrattata, io che faccio la dispensatrice di bene. Ho cura di non scontentare mai nessuno fra i signori che si rivolgono a me. In cambio questi signori mi denudano, — anche nelle loro conversazioni, — con tanta libertà che diventa una sconcezza! Mentre ad ogni donna si deve un poco di rispetto, nessuno vuol serbarne un briciolo per me; raccontano come faccio e come sono fatta; lo raccontano sopratutto a quelli che potrebbero, se li interessa, venire a domandarlo di persona. Espongono la mia stanza da letto come una di quelle piccole vasche dove nuotano i pesci; vi si può guardare da tutte le parti... questo mi sembra indelicato.
Inoltre m'accusano di fingere la commedia del sentimento, — la commedia del godimento, — e questo è un poco vero, ma non è d'altra parte ammissibile ch'io debba innamorarmi una, o magari due volte al giorno!
Credano i signori uomini che quando posso — quando non è umanamente impossibile... — sono sincera.
Nella mia vita non c'è niente di bello: siccome sono una donna d'amore non ho l'amore; siccome sono una donna di gioia, non ho la gioia; da ultimo, poichè si dice che appartengo a tutti, non ho nessuno. E per quel piccolo denaro che mi danno con tanta difficoltà, credono i signori uomini che sia lecito non solo disprezzarmi, — cosa discutibile del resto, — ma dirmelo anche in faccia, — cosa brutale. Siccome però il mio mestiere è quello di rider sempre, queste parole un po' gravi le dico ridendo. Anzi, non ho rancore contro nessuno, e mi dispiace solo di non essere tanto ricca da poter fare come faccio, ma un poco più di rado, e scegliendo io stessa quelli che garbano a me.
***
(Quivi, con rapidità non lontana dalla promessa che fece, torna pronta per uscir col suo Damo la bellissima etèra Meridiana. Veste ora un abito da passeggio di squisitissimo taglio e pur semplice, con un cappello scelto forse tra mille, di così fina ed insolita eleganza che veder non si potrebbe in verità il più raro, nè quello che meglio col suo viso e con la sua foggia dell'abito s'accompagni.
«In un battibaleno, dice il Damo Compare, muto io stesso d'abito e sono con voi.»
La Comare s'abbottona i guanti, poi nell'attendere si sporge fuori dalla finestra narrando all'uditorio quel che vede.
Una rondinella trasvola cinguettando sopra l'arco della finestra, ed ella traduce quel che la rondinella nel suo chiacchierìo canta.)
La Rondinella: