perchè ha molto amato».

In attesa del pentimento, noi ci chiamiamo tutte Marie Maddalene; donne povere di virtù ma ricche di sentimento, che demmo gran filo da torcere alla gelosia dei nostri mariti. Abbiamo avuto un amante non appena ci fu possibile; tralasceremo solo di avere un amante quando proprio non ci riesca più.

Fummo curiose, questa è la definizione; ma curiose di noi stesse, cioè di «conoscere» il nostro corpo attraverso molteplici carezze. Poichè fermandoci alla prima si può anche ignorarlo, ed il profumo della nostra carne può tormentarci come l'odore d'un cofano chiuso; anzi, — e non ascoltino le ragazze da marito, — anzi è molto probabile che s'ignori... Curiose fummo di sapere se potevamo anche noi, col nostro semplice corpo, provare quel che provano le eroine dei romanzi francesi.

Ora, dopo una lunga esperienza, possiamo dirvi che s'arriva tutt'al più, col nostro semplice corpo, a quello che provano le eroine dei romanzi italiani...

Fra la letteratura e la vita c'è una sproporzione spaventosa. Ve ne possiamo accertare noi, che siamo vittime di questa letteratura.

Oh, non saprete mai quante ragazze, un po' turbate sotto il velo di spose, pensino già involontariamente a un nome, — il nome della Rue de la Paix, che vuol dire Parigi, — o al nome d'una di quelle tante strade, un po' antiche, un po' morte, ove s'annidano i quartierini dell'adulterio, dove si consumano tutte le disgrazie o tutte le fortune dei mariti di Francia, dove si può dire che «avvenga l'amore», in quell'ora grigia sottile nascosta che piove su l'inverno parigino, fra le quattro e le sei... Sì, non c'è bisogno d'aver letto molto; il romanzo francese ormai s'è sciolto nell'aria, fluttua per l'atmosfera di tutto il mondo civile; ogni ragazza lo respira quando cominci a sentirsi donna, ogni sposa lo vive leggermente quando si spoglia, e la signora onesta lo subisce ogni volta che vede il marito uscir di casa con tranquillità. La sua potenza è tanto straordinaria, che noi cerchiamo per anni l'amante il quale ci dica una tal cosa letta in un tal libro, forse una cosa da nulla, ma che piace come piace un profumo insolito, come piace un fiore strano...

Non si trova quasi mai l'uomo che ce la dica, e sarebbe così facile suggerirla... ma come nessuna di noi vorrebbe sciupare una musica delicata, così nessuna di noi vuol suggerirla... — e si tace. Se per caso accade che su le labbra d'un amante fluttui quel profumo insolito, sbocci quel fiore strano... oh, allora si aprono gli occhi grandi grandi, e questa volta... è l'amore!

Purtroppo non è quasi mai l'amore, per la ragione semplice che ridiventiamo curiose. Il nostro peccato fondamentale vince il sentimento, e siamo ancora quelle che si chiameranno per sempre Marie Maddalene.

Non dovete credere che questo peccato c'impedisca d'essere madri ottime dei nostri bambini, talvolta buone mogli per i nostri mariti. Vi racconteremo d'alcune fra noi che si sono spogliate, sacrificate, sottomesse da martiri al bene d'un ragazzo cattivo o d'un marito ingiusto, e che pure non sapevano impedirsi, verso quell'ora grigia e nascosta, la loro piccola curiosità...

Nel matrimonio v'è qualcosa che non è ben risolto ancora, qualcosa di forse irrimediabile, che noi stesse non sappiamo riconoscere nè definire con esattezza. Ma certo il matrimonio del giorno d'oggi non è ancor tale che risponda pienamente allo spirito ed ai sensi della donna qual essa è venuta formandosi nella nuova società. Come si guarda in una lontananza, così a noi pare confusamente che la vita possa essere più bella di così, più viva per i nostri sensi femminili e per la nostra mente che si apre. Su dieci donne venute al loro tramonto, ve ne son nove che si fanno buie con il cuore insoddisfatto, con la carne persuasa d'aver sciupata una grande voluttà.