fare un piccolo dispetto...

Oh, se avesse il poveretto

prima letto il mio strambotto!

***

(Quivi dice il Compare:

«Con umiltà siamo alteri del buon esito che presso l'onorato pubblico trovò lo strambotto dei Pifferi di Montagna, forse per l'intonazione felice con la quale i nostri attori lo recitarono, forse per la comicità irresistibile delle lor facce compunte. De' vostri applausi una giusta parte vada a quell'invisibile orchestra in sordina che, sommessa e varia, commenta lo svolgersi della Commedia, e quivi ricamò felicemente sui pifferi l'infelicità burlesca dei Pifferi di Montagna. Non siamo noi di quelli altezzosi che dicono «Vale nec parce!» innanzi o dopo la parlata... «Valete super omniaque parcete!» — ecco il nostro motto.

La Dama bellissima ch'io servo in questa per me piacevole Giornata, vuol ora che l'accompagni dalla sarta, essendochè, dice, alcune lievi compere le son di bisogno anch'oggi, sebbene le sue guardarobe armadii e canterani sian così stipati e ricolmi che più non vi starebbe, senz'arricciarsi, un velo.

Ordunque, levata la Nuvola che provvede alla disparizione del serraglio, manifesto vi sarà un de' luoghi sacramentali e gloriosi dove la vaghissima Dama Comare ch'io servo adorna con arte paziente il prodigio della sua bellezza. E vedrete su le provatrici le innumeri centinaia d'abiti ch'ella osserva con occhio esperto ma negligente prima di scovrire una veste fatta in guisa che le piaccia, una stoffa che paia tessuta per il colore della sua pelle, un nastro, un pizzo, una cintura, un fronzolo che le paiano adorni d'una qualche insolita fantasia. Queste belle ragazze provatrici, (tutte pronte, se pur già non lo furono, a lasciarsi cogliere dai lor donneatori,) sgranano tanto d'occhi e tremano di ammirazione quando la mia Dama Comare giunge nelle lor sale; madama la direttrice non sa più da che parte voltarsi; la maestra di prova corre per ogni verso perdendo spilli e tutta nevicosa di fili; dagli usci occhieggiano le sartine del cucitorio, mentre il tagliatore cattedratico sfoglia per lei con impazienza qualche grosso fascicolo di figurini.

Dame Compiute, Nobili Uomini, osservate che appunto la Nuvola s'alza...

Ahimè!... Che avvenne? Le vetrine della sartoria son chiuse; dietro le finestre dell'ammezzato, quali spente, quali già velate con lo schermo delle tendine, si vedono affaccendarsi poche frettolose ombre; per la strada sciama una garrula ed assediata falange di sartine, che in fretta col passo elastico dei lor vent'anni tornano alla libertà... «È tardi, o mia bella Dama, e per oggi non potrete isceglier nulla, cosa tristissima in fede mia!»