— È un'opinione, la vostra; null'altro che un'opinione, — rispose freddamente Andrea, stringendosi nelle spalle.

— No, non ingannatemi, Andrea! Benchè vecchio, sono ancora un uomo e voglio sapere la verità. Ditemi, ditemi la verità... Il suo caso è disperato?

— Non ancora, ma è grave.

— Sapete? Giorni sono mi ha detto quasi allegramente: Bisognerà che un momento o l'altro diamo un'occhiata ai nostri affari, papà Stefano, perchè è sempre meglio essere previdenti.

— Questo non mi riguarda! — esclamò Andrea con asprezza. — Se è di questo che dovete parlarmi, io non voglio saper nulla!

— Oh, Andrea!... non crederete, per l'amor del cielo, ch'io voglia fare un calcolo qualsiasi... no, vi giuro! Ma ho due figlie, un figlio ed una moglie vecchia; ora voi sapete bene che la casa, le campagne, tutto quanto, appartiene a Giorgio.

— Questo non mi riguarda, ripeto. Giorgio è un uomo onesto, penserà da sè stesso alla moglie.

— Ma Giorgio ha pure un fratellastro, un uomo dissoluto e rapace, che gli ha dato già troppe noie cercando in mille guise di estorcergli denaro.

— Insomma, Stefano, — egli lo interruppe, — se bene comprendo, voi desiderate che in un modo qualsiasi [pg!99] m'interponga presso Giorgio per fargli fare testamento, o per sapere se lo ha fatto e come lo ha fatto... Non è vero?

Fece una pausa, guardando Stefano, che abbassò il capo senza rispondere.