Curvata su lui, la sua gonna gli avvolgeva le ginocchia, i suoi capelli gli toccavano la fronte. In quel bacio ella mormorò:
— Che faremo?...
Egli le rispose, all'orecchio, con un bisbiglio ch'era solamente un álito: — Aspettare.
Ella voleva interrogarlo, ma l'amante si ribellò:
— Silenzio!... E lasciami solo. Se io non ti chiamo, non tornare.
Ella ubbidì; si ritrasse. Ma nell'orecchio le suonava quella parola grande, minima: — Aspettare.
— Vai nella sua camera? — egli chiese ancora.
[pg!102] — No; ho paura. Da me sola, ho paura. Non è stato mai così dolce... mi prende le mani, le bacia... e le mie mani divengono fredde.
Così dicendo le nascose dentro le pieghe della gonna, quasi avesse ancora su la pelle quella sensazione di ribrezzo che tutta la raggelava.
— Ogni tanto mi carezza i capelli come un bambino... non è stato mai così dolce.