— Chiudi la porta; voglio rimanere solo con te.
Macchinalmente, quasi piegandosi ad una forza incontrastabile, Andrea ubbidì.
Quando s'intese il rumore della chiave nella toppa, e furon soli, di fronte, viso a viso, e fu passato qualche attimo d'un silenzio mortale, Giorgio disse con voce spenta:
— Novella era qui.
— No.
— Era qui.
— Ossia, — corresse Andrea confusamente, — passava per il corridoio... si è fermata un momento a parlarmi. — E soggiunse dopo una pausa: — A parlarmi di te.
Poi avanzò verso Giorgio una vasta poltrona di cuoio, spingendola per la spalliera; l'infermo vi si lasciò cadere, premendosi le due braccia sul petto quasi per comprimere un dolore inesprimibile.
Ma d'improvviso, dopochè i suoi occhi febbricitanti si furon incontrati con gli occhi aspri e fermi del suo fratello antico e per qualche tempo l'ebbero vigilato in silenzio:
— Andrea!... — esclamò con accento d'indulgenza e di sconforto estremi, — Andrea non mentire più! È inutile, poichè muoio... non mentire più!