Camminava per la camera nervosamente, come un uomo da tutte le parti accerchiato, il quale voglia fendere nella calca a fronte bassa per aprirsi un varco. Poi disse con impeto:

— Senti: non mi giustificherò. Il nostro patto è rotto. Se vieni per interrogarmi, rifiuto, — se vieni per accusarmi, rifiuto, — se anche vieni per perdonarmi, rifiuto. È inutile tradurre in parole oziose quello che l'anima di due uomini risoluti non può nè tollerare nè mutare.

Giorgio volle interromperlo, ma egli con un gesto lo trattenne:

— Lasciami dire: nè tollerare nè mutare. Mi hai rammentata un'ora temeraria della mia vita, quando, per ambizione o per ingenuità, credevo si potesse far del bene alla folla trascinandosela dietro con la magìa della parola, come un branco imbrigliato, ed avevo in me difatti questo genio demagogico, questa potenza istrionica della quale ora mi rido. Più tardi compresi che il bene si fa nell'ombra, da soli, piegando la fronte sui libri, o con le braccia nude fino al gomito, medicando l'anima dell'uomo e la sua carne piena di contaminazioni. Ho lasciato gli altri urlare; ho camminato più in alto, per la mia strada. Ora, ti ho detto, sono il medesimo e più forte. Ora sono riuscito a comprendere che nel nostro vincolo, nel nostro patto d'amicizia umana mancava tuttavia una possibilità: quella di sentir nascere in noi l'odio, l'odio fraterno, il più terribile che vi sia.

Mi hai posta una domanda poco fa: se ho paura di te e se ti odio. Io fui debole un momento e risposi: Nè una cosa nè l'altra. Ma ho mentito. E poichè mi rammenti le ore di coraggio ch'ebbi nella mia vita, con quel medesimo coraggio ti rispondo: — Sì, ti odio!

Ne' suoi occhi metallici brillava una sinistra luce; la sua bocca rise, paga d'aver esclamata la verità.

[pg!107] — Ora ti preferisco, ora che non menti più! — Giorgio rispose, con un orgoglio pacato. — Vorrei essere ad un altro tempo della mia vita per accettare le tue parole come una bella sfida.

Andrea scosse il capo:

— Forse non mi hai compreso.

— Sì, ti ho compreso. Volevi dire che tra uomo ed uomo tutto è caduco e distruttibile, tutto può mutare improvvisamente, per un caso fortuito, perchè appunto noi siamo esseri caduchi e mutevoli, schiavi anzi tutto del senso che ci dómina con vera tirannia.