Ma l'altro non cessava dallo scuotere il capo duramente, finchè l'interruppe:

— Volevo dire che il mio odio per te, Giorgio, è una specie di rimorso taciturno, è una specie di lealtà ultima, che nascondo a me stesso, e nella quale mi rifugio, dopo aver lottato inutilmente, con ogni mia forza, contro il destino che ci separava. È un odio, sì; ma tale che se potessi, dando la mia vita, redimermi dinanzi a te, o farti un bene qualsiasi, anche minimo... senza esitare, senza riflettere, la darei!

— Allora perchè nasconderti fra queste parole? Smàscherati! Dà un nome a tutto questo: il suo vero nome!

— No, no! — rispose Andrea con forza; — parliamo di noi, solo di noi. Come ho rispettata sempre la tua fede, che non potevo dividere, tu rispetta la mia volontà, perch'essa è la sola coscienza degli uomini senza fede. E pensa che il confessarmi a te mi sarebbe forse dolce, come per voi è dolce confessare le vostre colpe ad uno che vi assolverà. Io non voglio il tuo perdono. Ma invece ti dirò apertamente: Sì, l'ho amata!... Era nel mio destino d'uomo... l'ho amata.

Queste parole parvero gravi, come l'affermazione d'un reo che dicesse al suo giudice: — «Sì, ho ucciso.» E Giorgio, sopraffatto, come se al di là da quelle parole non vi fosse che l'immenso nulla, chinò la fronte in silenzio. Una lunga pausa durò fra loro, [pg!108] nella quale permaneva un'eco diuturna, ch'entrambi udivano risuonare nella loro vastità interiore. Poi Andrea riprese:

— Vedi, e ho lottato! Con tutta la forza che ben mi conosci, ho lottato per estirpare da me questa ubbriachezza. Ma non mi fu possibile. Tutto si riesce a stritolare nella tanaglia della nostra volontà, non questo amore che imbeve la carne, lo spirito, e ci vieta persino quell'atto estremo di ribellione che tronca tutto: la morte.

— Lo so, — rispose Giorgio profondamente. Poi, levatosi con fatica dalla poltrona, s'avanzò verso di lui, fin quasi a toccarlo:

— Lo so. Dal primo giorno che l'hai guardata con amore lo seppi. Era... vuoi che te lo rammenti?

— A che serve, Giorgio? È lontano...

— Infatti. E già sarebbe stata una grande sciagura che l'amassi tu solo, — proseguì Giorgio, scandendo lentamente le sillabe. — Ma lei pure ti amava... e questo era l'irreparabile! Ti amava in silenzio ancor prima che tu lo sapessi.