— Allora, vedi, per una vanità d'uomo, preferisco nascondermi prima di esasperare la sua pazienza e di farle odiare, nel suo disamore, anche la memoria di me. Insomma, se tu hai ne' suoi occhi la bellezza della tua forza, voglio vestirmi d'una qualche bellezza pur io, voglio valermi dell'ultimo potere che mi resta: la bontà, voglio che tu non vinca interamente, intendi? perchè ti odio... sì, ti odio, e più forte, anch'io!... Vedi come tutto questo è meno bello, meno grande che non paresse a te.
Ma, con un atto brusco, Andrea respinse quelle sue parole:
— No: tutto questo non è vero! Tu vuoi «sapere», solamente «sapere»! Ti fai debole per fasciare la mia forza. Ebbene, poichè lo vuoi, affrontiamo ancora una volta, con vero coraggio, questo pericolo estremo. Siamo sovra un ponte stretto, per dove non si passa in due.
Trasfigurato nel viso, Giorgio lo interruppe:
— Con vero coraggio, hai detto? Sì, Andrea! sì, Andrea!...
La commozione gli metteva un tremore all'ápice delle dita. — Sì, Andrea, — ripetè. — Ascoltami bene: per tutte le cose umane c'è la parabola, e in capo della parabola nient'altro che un circolo d'ombra. Tutto bisogna che finisca in putrefazione. Anche la nostra amicizia, [pg!111] ch'è stata un bel legame di due anime libere, non potè fare altrimenti. Ed io non te ne incolpo, Andrea: era necessario, doveva essere così. Ma c'è qualcosa che sopravvive a tutto questo, ed è la memoria di quello che siamo stati, tu ed io, là indietro, nella giovinezza. C'è, nella macchina logora, qualcosa, forse un peso inutile, che sopravvive: il cuore... Ed io, se mi sono trascinato fin qui, non è per tenderti una insidia, non è per sapere, perchè ormai più nulla mi è nascosto... ma perchè mi rincresceva morire senza che fosse ancora suggellata con un patto finale la nostra concordia d'uomini, ed è per dirti quel che ora ti dico: Strìngimi la mano, Andrea, lasciamoci da veri amici.
— No! mai! — esclamò l'avversario. — Guarda: io mi metto a ginocchi davanti a te, se lo chiedi, ma non mi tendere la mano... mai più! mai più!
— A tal punto mi odii?
— Me odio! me stesso: non te.
— Tu ingrandisci un piccolo dramma!... una donna, dopo tutto, è una donna... ci ha divisi, ci riunisce: dammi la mano.