Il morituro s'avvicinò lentamente; senza paura, ma lentamente...

— È questo il veleno?

E sopra vi pose un dito, come per toccare la morte.

Parlava automaticamente, con un riso a fior di labbro.

Il medico assentì con un cenno del capo, mentre affascinati guardavano entrambi la siringa lucente, colma di un liquido senza colore, innocuo, limpido come l'acqua.

L'uomo che doveva morire snudò il braccio sinistro rimboccando la manica lentamente: poi torse il viso, la bocca gli si fece obliqua, e prese la siringa fra due dita.

— Che fai? che fai! — gridò l'altro per istinto, soffermandolo.

Egli rise, ma d'un riso gutturale, stranamente simile a quello di Marcuccio quando finiva la sua Canzone.

— Guarda: e non trema... — disse.

Accennava al suo braccio arido, giallastro, proteso contro il lume, e che tremava tuttavia.