L'altr'uomo vigilò, in ascolto, e non intese rumore.
Su la poltrona il pupazzo tragico si torse, come se avesse dentro un perno che gli permettesse di svitare il busto dal ventre, il collo da le spalle, in un modo bizzarro. La bocca s'era messa a ridere, le gengive congestionate schiumavano. Per tutta la lunghezza del collo s'incordava una grossa vena tesa come un elastico: le mani convulse annaspavan nell'aria, i piedi si urtavano, producendo con i tacchi uno scricchiolìo sinistro. Gli colò su la giubba un filo di bava, e il medico lo deterse.
Fuori, dietro i vetri leggermente appannati, brillavano stelle fra gli alberi, come lucciole in un cespuglio. [pg!124] Bella notte, odorata, ingemmata, ch'era piena di lembi d'azzurrità.
«Quanti anni passeranno?...» — Anni voi dite?... — «Sì, anni.» — Prima di che? — «Prima che tu ritorni a vivere.» — Ma non vivo io dunque? — «No, è un incantesimo.» — Un incantesimo?...
E l'altr'uomo, il medico, si chinò sopra il cuore del pagliaccio.
Respirava, non più visibilmente, con un affanno lieve.
— «Ho fame! ho sete! ho sonno! ho voglia di camminare! di fumare, di agitarmi, di ridere!»
Egli si disse queste parole con veemenza, osservò questi suoi propri desiderii con chiarezza. Non poteva invece far nulla di tutto ciò; era fermo, incatenato lì, vicino a quella sembianza d'uomo, sotto il potere di una forza incombattibile, che li stringeva entrambi nella stessa notte.
Fece sogni.
Camminare d'Aprile per la campagna, lungo una bella strada soleggiata, respirando il buon profumo che mandano le siepi cariche di fiori... Scendere giù per un fiume impetuoso, a forza di remi, sentendo l'acqua insorgere gonfia e rapida sotto la chiglia... Addormentarsi in un bosco; vedere i falciatori mietere una messe; balzare in groppa d'un cavallo focoso per una prateria senza termine... Trovarsi preso nel tumulto di una folla, per una strada cittadina piena di fragore e di transito... volare con un treno velocissimo attraverso la doppia fila dei pali telegrafici... essere nella platea d'un teatro, presso i forni d'un'officina... dappertutto, dappertutto, dove ci si muove, ci s'incalza, ci si agita, si vive!...