«Sì, sì...»
E nell'andare gli venne in mente che Marcuccio era innamorato della Berta...
Ogni tanto i calcagni duri battevano contro la sua coscia; quel gomito confitto nel suo petto gli dava estremamente [pg!134] noia. Non poteva ben comprendere se andasse in fretta o piano, ma la strada gli parve lunga, e non trovava l'uscio. Tuttavia, dalla soglia di quella camera una velata chiarità filtrava nel corridoio notturno, ed egli finalmente la vide.
— «Sì, sì...»
Gli sporse dentro i piedi, quindi passò con tutto il corpo; l'adagiò malamente sul letto e si volse rapido a rinchiuder l'uscio. Una specie d'ilarità silenziosa gli eruppe dall'anima; quasi ebbe voglia di beffarsi del suo terrore vinto; si toccò, una dopo l'altra, le braccia, poi la fronte, ch'era un po' sudata.
— «Salvo!»
— «Non ancora, — gli suggerì la voce: — svéstilo.»
Già, bisognava svestirlo. Doveva essere morto nel suo letto, senza urlo, solo.
— «Svèstilo»
— «Sì, lo faccio, guarda: ora è facile!»