Lieve, movendo un fruscìo di seta che nel silenzio pareva sonoro, lo seguì, scivolandogli appresso, finchè furon entrati nella sua camera, ove si chiusero.
Là v'era più luce, ed ella così alterato lo vide, così livido, con gli occhi tanto sbarrati, che non pareva più lo stesso uomo. L'afferrò per le braccia, impaurita:
— Che hai? Che hai?
Egli volle sorridere, ma la sua bocca si contorse in una smorfia, e tacque.
Fino allora egli non s'era trovato che solo. Ma ora, come gli pareva strano aver dinanzi un testimone! Come diversamente suonava la parola «morte», nel passare come un'eco dentro il proprio silenzio interiore, o nel doverla comunicare con la bocca, in forma d'annunzio irreparabile, ad un orecchio che l'ascolti!
«Morte...» due veloci sillabe, cinque segni dell'alfabeto, [pg!144] che hanno il più vasto senso di tutta la comprensione umana. Parola che nulla distingue dalle altre quando la si pronunzia come un'immagine, ma che diviene fredda, greve, assoluta, quando è detta in testimonianza del cadavere, quando si abbatte come un'ala senza volo su la materia che giace...
Allora ne misurò in sè stesso tutto lo spavento, e gli parve che, più del fatto, fosse impossibile a dirsi la parola. Ma questa risonava dentro il suo cervello, immensa e micidiale, come il rumore d'un grande stormo di corvi che invadessero l'aria buia.
Sentiva nel medesimo tempo l'orrore della tragedia e il turbamento della sua presenza feminea, della sua bellezza così poco nascosta, che gli pareva oltremodo impudica, in quella camera, in quella cornice di morte.
Ancor prima di parlarle, capì che da quell'annunzio ella si sentirebbe scaturire nell'anima involontariamente una paurosa gioia... Ma egli qual gioia ne avrebbe, ora e mai più, egli che doveva da solo portare il peso dell'orrendo segreto?
Le lunghe maniche della camicia da notte, apparendo fra quelle più ampie della vestaglia, le scendevan sino ai polsi, li serravan in una frangia di pizzi; anche sul petto, lungo la scollatura, una trina frivola biancheggiava intorno alla seta; quell'odore del lino tenuissimo ed il vestigio di non so qual profumo impregnatosi nella stoffa parevano stringere la bella creatura in un cerchio d'impurità. Era troppo soave, troppo feminea, per ascoltare la morte.