Chiuse gli occhi e la dimenticò. Ma insieme i lievi pizzi della sua manica gli toccarono la fronte.
— Che hai? — gli domandava l'amante, carezzandolo. — Parla; mi fai paura.
Ed anche nella sua voce continuava quel profumo, quel respiro d'impurità. Egli ebbe un momento la tentazione di farla patire, d'infliggerle un tormento che fosse uguale al suo; ma l'amava, l'amava, era tutto il suo mondo, la vita era piena di lei... Che bel colore [pg!145] avevano le sue guance, come d'un rosato avorio, d'una madreperla venata!... Che dolce disegno, che rossa umidità per le sue labbra! E ne' suoi capelli ed in tutta la persona, dalla fronte al piede, che terribile fascino sensuale, che infinita voluttà!...
— «Ora, — egli pensava, — è mia.»
L'uomo brutale, che non conosce argini al suo desiderio di possesso, in questo pensiero s'innebriò. Gli corse per le vene, quasi facendo rumore, una potenza nuova, gli battè contro i timpani una musica violenta, piena di vittoria; nelle sue pupille fulse un raggio di luce. Con forza, quasi la ghermisse ad alcuno che fino allora gliel'avesse contesa, la strinse nelle sue braccia e la serrò contro il suo petto virile, fortemente, lungamente, senza dirle nulla, in una specie di convulsione, per appalesare su lei questo pensiero: «È mia!»
Ell'amava la sua forza, e si rendeva piccola, si lasciava tutta ravvolgere dalle sue braccia, sopraffare dalla sua violenza, carezzandolo senza far mossa con il suo corpo di velluto. E sentiva con gioia le mani dell'amante farle un nodo quasi doloroso fra le cedevoli spalle, mentre, con la faccia rovesciata sotto il calore della sua bocca, si sentiva percorrere dal suo respiro come da un maraviglioso bacio.
Che piccola cosa era per lei, in quell'attimo, tutto il resto del mondo! Com'era sua fino all'ultima vena, senza pensiero, senza lotta, senza dubbio, sua con felicità!
— Mi ami?... — bisbigliò. Ella non poteva sospettare altra cosa che l'amore, non cercava che di accrescere la sua gioia, parlandone, costringendolo a parlarne. Ma egli stava muto; aveva un non so che di crudele su gli orli della bocca, nel riso che gli scopriva i denti lucentissimi.
L'attrasse, la portò con sè vicino alla finestra, perchè gli pareva di allontanarla dalle cose circostanti affacciandola verso la notte libera.
— «Griderà, — pensava — se io le dico...»