[pg!146] E preparò la mano per soffocare quel suo grido. Voleva dirlo súbito, e gli pareva tuttavia non possibile a dirsi.
Ma il suo viso parlò prima della bocca, le sue pupille arsero d'una luce quasi nefasta.
— Odimi... e non gridare! Odimi!...
Le teneva ora le tempie, il viso, fra i due palmi, serrato; era curvo su lei per afferrarla nella sua tragica volontà.
— Non gridare... bada! Una cosa terribile... bada!
E scandì queste parole inesorabili: — «Tuo marito è morto.»
Più veloce che nel dirlo, e prima di compiere l'intera frase, le attirò la faccia contro il cavo della propria spalla e col braccio le avvolse il capo come d'un manto, per soffocare il suo grido.
Non intese che una specie di rantolo nella sospensione totale del respiro. Allora, sciogliendola da quella stretta, le si curvò presso l'orecchio, e lentamente, con una specie di misura, disse un'altra volta:
— È morto: l'ho trovato nel suo letto... morto.
Ella barcollò, sopraffatta. Un enorme stupore tenne per un istante immobili tutte le linee del suo viso. Poi si sciolse da lui quasi per istinto e retrocesse nel vano della finestra, urtando contro l'invetriata aperta, senza dare il grido che si mozzò nella sospesa vita.