Sì, dall'atto delle sue labbra e dalla ferma sua genuflessione indovinò che l'amante pregava. Dunque non sarebbe mai la sua complice, non crederebbe mai che all'uomo sia lecito far morire. Anzi, poichè pregava, qualcosa v'era di non distrutto fra la sua bella gioventù e quella morte infinita, qualcosa v'era in quel silenzio, di più sacro e di più forte che l'amore, poich'entrambi avevano creduto nella parola inverosimile: «Dio».

Allora si trasse indietro, e pensò ch'ell'avrebbe trasalito per la paura di rimaner sola in vicinanza del morto. Ma ella non si mosse, non s'accorse, non ebbe un solo tremito nella persona. Investita così dal raggio lunare, prosternata com'era davanti al letto funerario, pareva una monaca seminuda, che, in una notte piena di stelle, si fosse trascinata con delirio verso il marmo dell'altare, affinchè la pietra del sacrario purificasse la sua carne disperata. Ed egli non udiva più nemmeno il bisbiglio della sua preghiera, nè più vedeva il suo petto muoversi, la nuca trasalire, il tallone roseo staccarsi od avvicinarsi al tacco della pianella: ma due sole immobilità perfette occupavano la stanza, un solo raggio le ammantava nel suo fermo splendore.

— Novella... — egli chiamò sommessamente.

La sua propria voce lo ferì come la voce d'un estraneo, senza che le due creature si movessero. Le andò vicino, ed invece di chinarsi, attese.

Era tramortita; ma da presso egli vedeva le sue spalle trasalire insensibilmente. Stando così piegata in avanti, con la fronte che quasi toccava il lenzuolo, la prima vertebra spinale formava tra le piane scapole un forte rilievo; il fascio lunare non impediva che presso l'attaccatura del collo le sue bianche spalle fossero piene d'ombra.

Poi d'un tratto la vide roteare sul ginocchio piegato, [pg!162] allentar le braccia ed accasciarsi a terra come un peso inerte, senza quasi far rumore. La pianella scappò via dal piede roseo, fece un piccolo salto, si rovesciò. Era scoverta fino a mezzo il petto; i calmi seni formavano, sollevando la camicia, una profonda incavatura.

Dopo di lei fissò il morto, e gli parve strano che la sua faccia non si fosse chinata fuor dalla proda, per guardare in giù.

«Vedi? — mormorò in lui una voce estranea. E gli parve di ridere nel cuore sarcastico, ma d'un riso che non gli saliva fino alla bocca.

«Vedi?»

Gli parve che alcuno avesse aperto l'uscio. Senza maraviglia si volse e guardò.