«Dev'essere là il morto... — pensava. — Purchè non mi lascino solo davanti alla bara...»

— Venga, venga, — disse il Ferento, fermo su la soglia della camera funeraria.

Tancredo si avanzò. Vide per prima cosa un letto vuoto, senza federe nè lenzuoli, con un pannolano sopra la coltre, da capo a fondo cosparso di fiori; poi vide una vecchia in una poltrona, che pregava, ed era mamma Francesca; indi una contadina, un contadino, ed un ragazzone di vent'anni, un bifolco nero come il carbone, seduti lato a lato, contro il muro, e che pregavano anch'essi. Da ultimo vide, nel mezzo della stanza, posata per terra fra quattro candelieri gocciolanti, la bara, coperta da un lenzuolo. Il coperchio stava poggiato verticalmente contro il cassone del letto.

Intorno alla bara il pavimento era cosparso di fiori; egli cercò di non camminarvi sopra. Intorno alle quattro torciere si ravvolgevan spirale da ramoscelli fioriti; [pg!177] le fiamme piegate dal vento si allungavan come lingue vibrátili; ogni tanto se ne staccava una specie di vampa nera, che pareva guizzar via nell'ombra, di qua, di là, velocissima.

«Ora, che faccio?»

Di levare il lenzuolo da sè, proprio con le sue mani, Tancredo non aveva cuore; si chinò sopra il catafalco, restando immobile, come se recitasse una preghiera. Il lenzuolo era teso; non lasciava trasparire affatto il rilievo del cadavere.

«È lì sotto e non lo vedo... povero Giorgio! Era tuttavia un buon uomo; quasi quasi potrei davvero piangere... Sebbene si fosse press'a poco estranei, certe cose la natura le comanda. Siamo figli della stessa madre: questo conta, per bacco! Poi, che male mi ha fatto? Qualche soldo me l'ha sempre dato, anche molti, per dire la verità... Era un brav'uomo. Certo non sentiva troppo i legami della fratellanza, ma questo è un difetto che gli si può anche perdonare, adesso ch'è morto. Io stesso, per dire la verità, non sono proprio uno stinco di santo... Su, vediamolo, poveraccio!»

Ed allungava la mano per sollevare il lenzuolo; ma la mano titubante gli si fermava a mezza strada.

«Diavolo!... E dire che non avrei paura di quattro malandrini!»

Si fece animo e si chinò. Quell'odore di cadavere e di naftalina lo stomacava, serrandogli la gola. Tuttavia prese un lembo del lenzuolo e cominciò a sollevarlo.