«Càspita! che faccenda è questa? — pensava Tancredo; — il mentecatto mi dà del tu?» Rispose:

— Mi chiamo Tancredo Salvi, per servirla. E lei?

— Io sono il professor Marcuccio Landi: celebre. Non lo sai?

«Càpperi!»

— Cosa dici?

«Ma guarda! ora mi lascian solo col matto!... Non vorrei che per caso gli saltasse la mattana!»

Poi soggiunse, con un inchino:

— Tanto piacere di conoscerla, signor professore!...

Entrò la Berta per sparecchiare la tavola. Súbito lo scemo le si fece intorno e cominciò a darle noia. La ragazza, posato il vassoio, fuggiva intorno alla tavola rotonda; e lo scemo a saltellarle dietro, co' suoi lunghi passi barcollanti.

— Ma, dica, professore... cosa fa? — esclamò Tancredo. Marcuccio ristette, e puntando l'indice contro la ragazza: