— Già... già... «Ma cominci anche a seccarmi!» — disse fra i denti, guardandolo in malo modo. Per fortuna tornarono in quel mentre Maria Dora, Stefano ed il fattore Mattia.
— Avete pronta una carrozza? — domandò lo scemo. — Bisogna portare al manicomio quest'uomo ch'è diventato matto.
Il buon Tancredo sorrise con benevolenza, per mostrarsi alieno dal ricevere scuse; poi disse:
— Oh, mi creda, signor Landi, è stato per me un vero strazio il ricevere quel telegramma! Se non erro ne' miei calcoli, quel povero Giorgio non aveva che trentasette anni, è vero?
— Quasi trentanove, signor Salvi, — corresse Maria Dora, che lo guardava con un semiriso.
— Appunto, appunto... Ed in che modo è morto?
— È morto di notte, solo, nel suo letto.
— Ha sofferto?
— Forse no; pareva tranquillo. Il professor Ferento crede sia morto nel sonno.
— Quel professor Ferento era il suo amico intimo, non è vero?