Sbucciava una pera, distrattamente, pensando a quel proverbio fiorentino del cacio con le pere...
— Sicchè, al professore Ferento, la signorina Dora non piace? — domandò, per accertarsi che fosse proprio lui. La Berta strinse di nuovo la bocca, e questa volta gli angoli delle sue labbra dissero di no.
[pg!190] — Il professore... — mormorò la ragazza, con intendimento.
Tancredo non volle aver l'aria d'interessarsi troppo alla cosa, e tacque. La Berta fece un nodo coi nastri del suo grembiule, poi lo disfece; ma intanto rideva.
— Il professore...
— Già... già... — malignava Tancredo, benchè non sapesse ancor niente. — Ah, sì, eh?...
Ammiccava, guardandola in faccia con gli occhi penetranti e studiandosi d'indovinare quelle sue reticenze.
— Ah, sì eh?... — rifece ancora una volta, come se avesse ormai capito.
— Io non dico nulla, — premise la Berta, — perchè non sono pettegola, e di quello che succede in casa non parlo mai per abitudine... Ma, tanto, lo sanno tutti, dal portalettere al capostazione, e lo sapeva perfino quel povero diavolo ch'è morto.
— Ah, sì eh?... — Un pezzo di formaggio gli rimase fra i denti, masticato a metà. «Guarda, guarda, guarda... — mormorava tra sè. — Che razza di faccenda è questa?»