Ed il Metello aggiunse:
— Non era nemmeno il caso di parlarne, tanto è naturale.
— Io amo gli accordi chiari, — precisò lo Zappetta. — Ed ora torniamo al primo supposto: il delitto è veramente avvenuto, io l'ho ricostrutto, Tancredo va per sporgere la sua denunzia al Procuratore del Re... Mi seguite?
— A puntino.
— Ebbene, sapete voi quel che càpita nel nostro bel paese? No, non lo sapete?... Ci prendono tutti e tre, delicatamente, con un pretesto qualsiasi, e ci mandano intanto a meditare su le piaghe della società negli ozî d'una patria galera.
— Càpperi! — saltò su Tancredo.
— Verissimo!... — dichiarò il Metello; — ha ragione lui. Non ci avevo pensato.
— C'era una volta un asino il quale, avendo inteso dire che Caligola aveva incoronato il suo cavallo, si era messo in mente di andare alla conquista dell'Impero Romano... Sapete cosa gli capitò?
— Lasciamo gli scherzi, — fece Tancredo, — e spiégati.
— Ecco, mi spiego, — disse allora Dandolo, — Voi dimenticate una cosa. Il Ferento, oltre la sua propria [pg!216] forza d'uomo politico, di agitatore, di scienziato, è anche massone; anzi è, od era, uno fra i più potenti capi della Massoneria.