«Io sono il Tempo: — ieri e domani.

Io sono il principio di tutte le cose, — la fine di tutte le cose — ieri e domani.

Quando vedrete accendersi una stella, direte com'io dico: — ieri e domani.

Quando sarete giunti all'ultima di tutte le parole che sembrano vere, — dubiterete che sia vero il Tempo: — ieri e domani.

Quando sarete giunti a questo dubbio, comprenderete che sono fermo, — che sono fermo come voi, uomini, e non esisto: — ieri e domani.

Allora non sarò più il Tempo; — non sarò nè il millennio nè l'istante: — ieri e domani; sarò la favola eterna del mondo: — ieri e domani.»

Lontana dall'amante, sola, nella sua coltre insonne, a lei pareva tuttavia di commettere peccato. E più forte, fra quei brividi che han nome di rimorso e di paura, la gioia del sentirsi libera le irrompeva nell'anima come un'ondata barbara di felicità, le brillava come un fuoco di stelle sui vertici della vita.

Egli stesso non aveva osato entrar nella sua camera, ma, chinando gli occhi, le aveva detto sul limitare: — Non ancora, non ancora... È troppo presto, amore mio...

Le aveva detto così, ed ella sentiva come lui che «troppo presto» era infatti per cominciare l'oblìo. Bisognava che il morto scendesse più profondo nella terra tenace, bisognava che anche l'ombra di lui si cancellasse da quelle tragiche pareti.

Or si rammentava d'essere stata una sorella, una buona e devota sorella, ma già le batteva nel cuore il felice cuore dell'amante.

[pg!220] V'è un giorno della vita il quale pare che raccolga in sè la conclusione di tutto quel che si fece, il seme di tutto quello che si farà. Ella pensava: — «Questo giorno è venuto».

E mandava l'amore a cercare di lui, nel suo letto lontano, come traverso la notte manda il suo profumo un fiore.

«Vivrò — pensava — nella tutela della sua forza, nel calore del suo coraggio; mi parrà, nelle sue braccia, di tornare ogni giorno a vivere la prima ora di vertigine, il primo smarrimento che provai.»

E insonne si volgeva nella coltre molesta, evocando l'ombre del suo rimorso per incutersi maggior paura, ma pensando invece all'amore con un cuore involontario.

Egli le aveva detto: — «È opportuno ed è necessario che fra pochi giorni ti lasci. Cerca di comprendere, Novella, ch'io debbo fare così...»