— Non si disturbi, la prego! Di lei mi ricordo bene, assai bene. Poichè, avendola interrogata qualche tempo fa su certi problemi di embriologìa, ella mi espose una teorìa siffatta, secondo la quale, come le osservai, il colmo per la donna evoluta sarebbe quello di mettere al mondo un neonato con la barba... Si accomodi pure!
Una risata clamorosa eruppe dagli ascoltatori, facendo giustizia del malcapitato, che si rimpicciolì nella ressa, mentre invece, nel fondo della corte, il gruppo de' più facinorosi non cessava dalle grida ostili.
— Taceranno! — egli affermò con la voce rauca d'ira. — Taceranno! — E si cacciò davanti, pallido, nel tumulto che infieriva.
Due ne prese per le spalle, quattro ne urtò: sotto i porticati la studentesca ondeggiava; un lungo solco di silenzio rimaneva dietro i suoi passi. Chiamati per nome, alcuni studenti lo spalleggiavano; e camminando a fronte alta, sicuro di non fermarsi, la sua pallida forza impetuosamente li dominò. Un certo silenzio intorno a lui si fece, un poco d'ordine fu ristabilito, e solo permaneva sotto le finestre del Consiglio [pg!238] il gruppo de' più accesi, che non volevano intender ragione. Quando costoro s'accorsero che la maggioranza dei compagni stava per arrendersi a consigli di moderatezza, con furore insorsero chiamandoli disertori e pecore, facendo quanto baccano potevano, perchè nessuna parola d'ordine fosse potuta udire.
— «Uh! vi lasciate tirare per le orecchie! Pecore! pecore! uuh!...»
Poi si cominciò a gridare: — «Abbasso il Ferento!» — prima da qualche voce isolata, poi con gran clamore da tutto il gruppo ch'era lontano.
Egli si volse, come se l'avessero staffilato in pieno viso; balzò sul muricciuolo che riuniva i colonnati, così da estollersi alto e solo sopra l'assembramento, e simile a quello ch'era stato nei giorni di battaglia, quando, amato e odiato, il suo nome batteva come una bandiera, tese verso loro il braccio, e ridendo esclamò:
— È inutile che mi gridiate abbasso, perchè la natura mi ha posto in alto!
E brillava, e la sua testa leonina era bella a vedersi come quella di un tribuno imperioso che dómini un parlamento. Brillava ed era solo, e raggiava da sè tanta forza, che i gridatori si tacquero, mentre da tutta la studentesca infiammata un altissimo grido si partiva, una sol voce, che obliosa d'ogni piccola discordia pareva inginocchiasse quei giovani davanti all'uomo più forte.
— Spezzare qualche banco, assediare una scala, dipingere ad inchiostro una piacevole caricatura, farvi suonare i tre squilli e sciogliere dalla Polizia... sarebbe questo per caso lo spirito di ribellione che imparaste nei suburbi, dall'eloquenza degli arringatori plebei?