Poi si volse, guardando quei due che pendevano dalla sua bocca, e, senza mutar voce nè fisionomia, disse tranquillamente:

— Ha ucciso.

I due si batteron un pugno scambievolmente su le ginocchia e con impeto sorsero in piedi.

— Vivaddio! Ci siamo!

— Non ci siamo... — corresse l'omino. — Anzi non ci siamo affatto.

Una bufera di domande l'avvolse, ond'egli per difendersi protese un braccio.

— Piano, piano... Vi prego di lasciarmi parlare.

E si mise a camminar lentamente fra i mobili del salotto.

— Vi ho comunicata — riprese — la mia profondissima convinzione. Ha ucciso. E lo ripeto: Sì, ha ucciso. A voi non importa conoscere quello che feci, nè come nè in qual modo giunsi a chiudere affermativamente [pg!256] un'istruttoria così greve di conseguenze; voi m'avete dato un incarico, io l'ho assolto. Se poi v'interessa conoscerne i particolari, ve li racconterò, ma più tardi.

— Insomma, — lo interruppe il Metello, — perchè hai detto che non ci siamo?