— Bravo! — esclamò Saverio. — Per quello che mi concerne, io sono pronto.
— Infatti, — concluse il raccoglitore di farfalle, — ora tocca a voi. Per mio conto vi affermo che il giudice istruttore in persona, con tutti i suoi sgherri, non potrà fare più di quello ch'io feci. Ho recitate venti parti nella commedia, senza mai perdere il filo. Vi basti sapere che il medico Paolieri mi ha promesso di venirmi a trovare in città ed il vecchio Landi mi ha condotto ben due volte a visitare le sue campagne. Non vi parlerò dei De Martino, che, per farmi cosa grata, si sono messi a caccia di farfalle, nè di venti altre persone delle quali ho notato come un fonografo tutte le parole importanti. Cominciamo dunque, se volete, a sfogliare l'incartamento...
Trasse alcuni fogli da uno scartafaccio che teneva nella tasca interna del suo giubbino, e sciolta la funicella che lo serrava, piegatala, messala via, distese le pagine ch'eransi arricciate e, con la voce metodica d'un cancelliere, dalla prima parola incominciò:
«Clemente Gaspare De Martino, di professione fittabile, nativo di... d'anni quarantasei...»
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III
Salvatore Donadei stava scorrendo un fascio di giornali, che ingombravano la sua larga scrivania, quando l'usciere della redazione entrò per la seconda volta ad annunziargli che due signori, dei quali teneva in mano i biglietti da visita, chiedevan con insistenza d'esser ricevuti per una comunicazione urgentissima. Salvatore Donadei sollevò il capo selvoso, interruppe il segno azzurro che stava tracciando con una matita sul margine d'un articolo e domandò nervosamente:
— Ma insomma, chi sono costoro? Cosa vogliono?
L'usciere s'avanzò verso la scrivania e vi depose i due biglietti da visita, che il Donadei sbirciò in fretta: — «Saverio Metello, giornalista» — «avv. Tancredo Salvi»
— Quest'ultimo, — illustrò l'usciere con un forte accento meridionale, — si dice fratellastro del defunto ingegnere Giorgio Fiesco. Vennero ieri e tornaron stamane; si dicono latori di una notizia che deve interessarla molto e rifiutano di abboccarsi con un qualsiasi redattore. Fanno anticamera dalle tre, ossia da un'ora e venti minuti. Mi sembran due persone pulite... — aggiunse con sussiego l'usciere loquace, il quale per tal modo si rivelava un profondo conoscitore d'uomini.