— Chiudete in fretta.

L'impassibilità del suo volto era così grande, che i più vicini credettero d'ingannarsi nel riconoscere Andrea Ferento in quell'uomo che usciva.

Egli non guardò nessuno; la strada formicolava di gente ferma, ed alcuni tuttavia, per la meraviglia, si scostarono.

[pg!289] Alto, solo, con le mani entro le tasche della giacchetta, l'occhio vigile davanti a sè, il passo veloce ma tranquillo, quasi che tutto ciò non lo interessasse affatto, Andrea Ferento si diresse verso la piazza, come un uomo che debba tuttavia fendere per mezzo ad una strada ingombra.

In verità non pensava che una cosa:

«Novella s'è affacciata e mi guarda.»

Il pensiero di quegli occhi amati che dall'alto vigilavano la sua persona lo ringagliardì come una spronata nei fianchi d'un animale generoso, e gli piacque di sentir vibrare intorno a sè la potenza elettrica della folla, gli piacque avventarsi nel pericolo immediato con una spavalderia che lo inorgogliva.

Quel senso eroico della vita che dorme nel cuore di tutti gli uomini audaci si ridestava in lui d'improvviso e cantava nel suo spirito come una fanfara; gli pareva d'essere un soldato sopra il terreno di combattimento, e, più che un soldato, l'alfiere della sua parte, il portabandiera di sè stesso.

La bandiera lo copriva come un manto, lo rendeva intangibile. Il sangue gli batteva nei polsi con quella velocità medesima, con quel tremito stesso, che propaga nell'aria il rullo dei tamburi, e gli pareva libera quant'altra mai quella strada preclusa da una barriera umana.

Involontariamente sentiva di raggiare da sè la magnificenza del tribuno; l'atmosfera delle folle ammutinate, che impaurisce anche i più forti, era ciò che gli permetteva di respirare con più vasta libertà. Nel sentire quell'onda umana che gli rinserrava intorno, egli aveva l'impressione gioiosa di sentirsi portare in alto, spingere avanti, e rimaner solo in capo della moltitudine, come l'insorto che guida la sua fazione, alfiere d'ideali e capitano di popolo, quando gli assalitori delle regge, nei mattini di rivolta, per avventarsi al potere, sollevano le città.