Sopra la folla egli ergeva l'alta statura, per guardar oltre: un émpito selvaggio d'orgoglio lo soverchiò, quando vide che la strettoia s'allentava.
Si volse a quelli che tacevano, e con la forza di un'invettiva esclamò:
— Quanti di voi, che ora venite a sbarrarmi il passo, quanti di voi, o delle vostre famiglie, non hanno benedetta questa mia mano, che ora gridate sia quella d'un assassino? — Avanti! fátemi strada, che ho fretta, e laggiù sono moltissimi vostri figli e fratelli che hanno ancora bisogno di me!
Gli ubbidivano muti, senza sapere perchè gli ubbidissero, facendo forza contro la parete umana che ostacolava il passo, penetrando a forza di gomiti nella direzione ch'egli segnava. Per soggiogarli e per stordirli parlava, con l'occhio attento al varco difficile, con un palpito nel cuore di gioconda impazienza.
Li odiava in quel momento, ed avrebbe voluto frustarli fino al sangue; si sentiva quasi nelle braccia la forza di poterli percuotere.
— Fate com'io faccio questa mattina! Camminate a fronte alta contro chiunque voglia mettervi una mano alla gola! Un giorno forse comprenderete che la bellezza vera del mondo è tutta nella forza di una splendente volontà.
La strettoia si allentava; i più vicini, soggiogati, ammutolivano. Con lentezza, il gruppo che lo teneva prigioniero s'incanalò nella strada formicolante, per la quale scendeva di corsa un drappello di studenti, spingendo innanzi a sè una doppia catena di poliziotti, che non riuscivano a frenarli.
Ancor lontana, egli udì la voce nota, la fresca voce della gioventù che lo amava, che irrompeva correndo nell'opaca moltitudine avversaria, portando il [pg!294] suo nome come un vessillo e facendolo battere nel cielo con una forza che lo inebbriava.
Irruppero quasi contro lui, senza riconoscerlo; accadde un urto, e per un momento l'avvolsero nella zuffa, lo trascinaron indietro, nel torrente impetuoso che li trascinava.
Ma quando fu riconosciuto, e si seppe ch'egli, da solo, era uscito contro la piazza, s'era lanciato a fronte alta nella bufera, contro il pericolo, contro la folle accusa, che non poteva macchiarlo, allora fu come un delirio che lo circondò, che l'avvolse da ogni parte, fu la vendetta più bella ch'egli potesse immaginare, perchè un'altra folla era nata, sbucava, cresceva intorno a lui, come un esercito pronto a giurare su la sua spada, a camminare dov'egli volesse, rovesciando il suo patibolo per innalzargli trofei.