Un riso grande, sarcastico, gli empì l'anima; si guardò intorno, e gli parve che il sole fosse un tappeto fulgido su cui trionfalmente poteva ora camminare.

Aveva giurato di passar da solo entro la schiera nemica; era passato, era illeso, la vittoria incominciava.

Dietro lui, nella piazza turbolenta, scherani contro scherani s'azzuffavano da ogni parte; squilli di tromba echeggiavano ad intervalli sopra l'urlare della mischia, ed ancora una volta, nella storia di tutte le grandi e piccole discordie, ci si batteva per un nome, tra partigiani e partigiani, poichè non muta nei tempi la sorte delle umane moltitudini: l'odio è fra condottieri, ed esse debbono insanguinarsi per la vittoria di uno solo.

Ora la strada lo accompagnava gridando; le finestre si gremivano; le soglie delle botteghe si assiepavano di gente curiosa; la città soffermava la sua vita per assistere a questo esempio di virtù civile.

Ma egli camminava nel mezzo della strada, senza nulla guardare, con la fronte sollevata, il passo veloce, tra un corteo numeroso che gli faceva intorno quasi una guardia d'onore, pronto a scontrarsi con chiunque gli sbarrasse il cammino.

[pg!295] Ad ogni sbocco di strada la polizia tentava d'interrompere il corteo; ma esso rinasceva da' suoi frantumi, quasi fosse dotato d'una inseparabile vita. Sotto le finestre d'un giornale avversario volaron sassi e vetri si ruppero con fragore; la redazione stava per essere invasa, quando gli squilli echeggiarono e la polizia, forte di numero, giunse in tempo a disperdere l'assalto.

Fu allora che un Commissario s'avvicinò al Ferento, pregandolo di voler salire in una vettura per sottrarsi alla folla che la sua presenza eccitava.

Egli scosse il capo duramente, poi rispose:

— No! Se avete ordine d'arrestarmi, arrestatemi; altrimenti proseguirò a piedi.

Egli certo non ignorava che l'imprecisione dell'accusa e le potenti energie ch'erano già in moto per cooperare alla sua salvezza gli avrebbero evitato allora e poi lo sfregio dell'arresto; ma rispondeva così al Commissario, perchè sapeva nelle ore di battaglia esser anche un abilissimo istrione.