Egli li guardò come nemici, tutti insieme, senza fissare i suoi occhi negli occhi di nessuno; poi disse:

— Benvenuti; era tempo che foste qui.

Novella prese la mano di Maria Dora e se ne coverse le palpebre affaticate, con una specie di affettuosa voluttà; insieme le carezzava il dorso della piccola mano, lentamente, soavemente, facendo scorrere le dita fin sopra il suo polso pieghevole. Ma la fanciulla, con il capo incline all'indietro, nel cerchio di luce dorata, pareva insensibile a quella carezza, insensibile a tutto quanto accadeva intorno a lei, tranne a quella specie di suggestione dolorosa che le produceva l'aspetto di Andrea Ferento; gli occhi le si empivano di maraviglia, una specie di latente paura stringeva il suo cuore di fanciulla.

Andrea s'avvicinò al vecchio Stefano e con forza [pg!305] gli prese una mano, con forza la tenne chiusa fra i suoi palmi, come per impadronirsi nel medesimo tempo della sua docile volontà.

Il vecchio lo guardava perplessamente, senza trovar parole, con una specie d'angustia, con un visibile impaccio, ch'egli stesso avrebbe voluto poter nascondere.

— Voi sapete ogni cosa, è vero? — disse il Ferento, con una voce opaca e piena tuttavia d'una concitazione mal dominata. Egli sentiva per istinto che c'era in quegli animi una ostilità involontaria contro di lui; quella medesima ostilità che ormai gli pareva d'incontrare dappertutto, più sensibile ancora fra le persone che l'amavano. Talvolta gli era sembrato perfino d'accorgersi che questo senso vago d'ambiguità penetrasse, come un sottile brivido, negli abbandoni voluttuosi dell'amante.

Ma egli non veniva per difendersi; era spaventosamente calmo, spaventosamente risoluto ad ascendere, senza un attimo di pavidità, fino all'ultima pietra del suo calvario. Adesso eran giorni di battaglia; si trovava sul terreno di combattimento, non rimaneva per lui che una sola necessità: vincere.

Egli abbandonò allora la mano di Stefano, ma intrecciò insieme le sue proprie dita, e le torse con ira, sorridendo per il dolore che ne provò. Poi disse:

— Vi ho pregato di venire in città perchè Novella non poteva più a lungo rimaner sola, nè rimanere con me. Inoltre avevo qualcosa da comunicarvi, ed è per questo che ora son venuto.

Parlava a scatti, con la voce un poco ansante, passandosi tratto tratto una mano su la fronte.