Allora egli guardò ad una ad una l'altre persone, poi disse lentamente:

— Volevo confessarvi una cosa... Novella è mia, mia da lungo tempo, mia fin da prima ch'egli morisse... Questo è innegabilmente vero.

Ella restò con gli occhi spalancati, ferma, percorsa da un interiore brivido; gli altri tacquero. Solamente la fanciulla si raccolse fra le dita contratte la stoffa della camicetta, e fece qualche passo all'indietro, barcollando, con un visibile tremito.

— Sì, questo è vero, — egli confessò un'altra volta. — Ma era necessario che io ve lo dicessi, perchè a dividerci non basterà nemmeno questa grande sciagura. Vegliate sopra di lei, fin quando io non torni e vi dica: — Ora vengo a riprenderla, poichè sono libero ed ho vinto!

Ella s'aggrappò con le due mani al suo polso che le posava sopra una spalla, e contro vi poggiò la bocca, per nascondere insieme un singhiozzo ed un bacio.

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VII

Egli uscì tranquillamente da quella casa, e nulla fece per sottrarsi alla vigilanza delle spie che seguivano i suoi passi.

Cadeva una bella serata quasi glauca su la città rumorosa; le strade piene di movimento cominciavano ad imbiancarsi di chiarori elettrici. A piedi percorse la distanza che lo separava dalla sua casa, evitando le strade frequentate, facendo un più lungo giro, affinchè nessuno lo riconoscesse nella crepuscolare ombra dei vicoli.

Camminava con gioia, velocemente, immergendosi nella sera come in un bagno voluttuoso, ed una ilarità quasi perversa gli accelerava i battiti del cuore. Si sentiva padrone della sua vittoria, misurava la vendetta con una precisa e fredda crudeltà.