— Strano?... Forse. Ma, vedete, non bisogna burlarsi di me; non bisogna prendermi come un piccolo [pg!24] gioco, perchè io so anche pungere, se voglio. Solo, non voglio pungere voi, ed il perchè... — Fece di nuovo una pausa, nella quale tornò ridente: — ... il perchè lo so io sola! Non ve lo dirò mai. E per non dirvelo me ne vado. A rivederci!

S'alzò e corse via come un leggera farfalla, ridendo, e lasciando nell'aria il suo limpido riso.

II

Egli era nella sua camera, insonne, affacciato al davanzale, quando già nella casa dormente più non udivasi alcun rumore. Aveva spento il lume, per abbandonarsi al torpore delle proprie meditazioni; ma la stanza era piena d'una luce quasi fantastica, per il chiarore che vi tramandavano le infinite stelle. Splendeva il suo letto, splendeva il grande armadio vetrato, carico d'orciuoli, di fiale, di vasi, d'ampolle medicinali.

Ondeggiante, sfioccata, lontana, una striscia di nebbia navigava sopra il mare delle foreste, ogni tanto mutando colore, come un naviglio veliero, nell'incantesimo della notte. E quella striscia di nebbia era una immagine dell'anima sua, sospesa fra i più grandi abissi, incerta e pur navigante.

A stordirlo salivano dall'inebbriante giardino vampe di profumi e d'aromi, come se la primavera dormente fosse un'ara infinita e vi bruciassero incensi; ma, chiudendo appena gli occhi, vedeva un immenso lenzuolo nero scendere su quel mondo stellato e gli pareva che fantasmi orrendi si aggirassero nella tenebra disperata.

Egli pensava ancora una volta all'amore e al delitto: — le eterne fiabe degli uomini: il delitto, e l'amore.

[pg!25] Poi gli parve udire quel lievissimo fruscìo noto, dietro l'uscio, quel respiro di lei che sentiva quand'era impercettibile, quel profumo di lei che lo snervava quand'era pur lontana, e si volse.

La vide infatti, che socchiudeva la porta con precauzione, appena tanto da potervi passare; la vide che tremava per un lieve scricchiolìo dei cardini, tutta raccolta nelle spalle, quasi volesse annullare anche il proprio respiro... e fu nella camera. Girò la chiave con cautela, perchè la serratura non stridesse, poi gli scivolò accanto, lieve, con un brivido, nel quadrato azzurro della finestra.

Egli non si mosse, non la baciò. La guardava. La guardava con una specie di stupefazione, tanto il timore e l'amore facevanla bella. Ma poich'erano vestiti entrambi di nero, ad entrambi sembrò che vi fosse qualcosa di funereo in quella veglia che facevano davanti alle stelle.