— Poi, vedi, — ella disse, posando su le ginocchia la camicetta che ricuciva, — non voglio andarvi sola... Credo che ne morrei di tristezza. Or che sono divenuta con felicità una cosa tua, mi spaventa il lasciarti anche per un sol giorno. Andrea, dimmi che verrai!
Egli era seduto a poca distanza da lei, sopra un divano basso; e protese una mano per stringere la sua.
— Prométtimi! — ella insistette.
— Perchè mi vuoi costringere ad una cosa inutile? — rispose Andrea. — Mi opprime l'idea di rivedere [pg!342] quella casa, quella tomba, e sopra tutto mi sembra che il tornare insieme laggiù sarebbe quasi una ironia, quasi un insulto... Non lo comprendi?
Ella riflettè un momento, poi disse, chinando il volto:
— Sarebbe assai più crudele non andarvi affatto.
Andrea non volle rispondere; gettò in un portacenere la sigaretta finita, ne accese un'altra macchinalmente, facendo scintillare la brage nella ingorda boccata che aspirò.
— Quanto fumi!
— Come sempre, Novella. — Poi contò le sigarette che gli rimanevan nell'astuccio, e convenne: — Forse hai ragione: fumo troppo.
Ella si levò dalla finestra e venne a sedergli accanto sul divano. La dorata penombra della sera entrava dalle finestre azzurre, portando nel suo lieve álito un buon odore d'invisibili giardini; si udivano, sopra il mormorìo della città, rispondersi le campane distanti. Una striscia lontanissima del cielo ardeva come un braciere, nel tramonto.