Ella si appoggiò contro il suo braccio, facendogli su la spalla un nodo con le mani congiunte; sopra vi posò la guancia, e disse:
— Raccòntami... cos'è accaduto ancora? Che hai?
Il respiro delle sue parole gli tormentava il collo.
— Non mi ami più?... — soggiunse, con una voce piena d'incredulità, mentre tuttavia le sue labbra si orlavano di sorriso. — Non mi ami più?
Egli allora non fece che attirarla sopra di sè, chiuderla nelle sue braccia forti e rovesciarsi con lei su la spalliera del divano, quasi volesse godere interamente la fatica del suo morbido peso, la gioia del suo vivo tepore. Invece di risponderle, circondò con un lungo bacio la sua calma fronte, le radici fulve come l'oro de' suoi capelli finissimi, ch'eran pieni d'un'ombra luminosa, d'un foco buio, quasi avessero due luci, come le foglie dei tralci vendemmiati, quando, asperse di rugiada mattutina, brillano, d'autunno al sole.
[pg!343] Questa era la sua pace. Solamente così la sua fronte si rasserenava; solamente nel calore della sua bellezza egli dimenticava ogni cosa. Gli avveniva talvolta di guardarla con un senso di novità, come se non l'avesse ancor del tutto conosciuta; nell'accarezzarla provava una specie di religiosa paura. Quando pensieri troppo forti gli martellavano il cervello, prendeva le sue piccole mani per fasciarsene le tempie. Quelle mani avevano il colore luminoso delle perle orientali, erano calme, lente, impure, come se non sapessero far altro che prodigare con insidia carezze troppo voluttuose; quelle mani lo addormentavano: egli era totalmente beato.
Così bella non era stata mai: nè quando la vide per la prima volta, nè quando per la prima volta la baciò. In quei giorni per lui così drammatici ella s'era quasi riposata, e rinasceva dopo la maternità, sana, felice, con le vene gonfie d'amore, l'anima d'oblìo. Non aveva più che un sogno: infrangere con quel rito anniversario l'ultimo anello della catena, poi, trascorso alcun tempo, essere finalmente sua, sua per sempre, legata, vincolata con lui fino all'ultimo giorno della vita.
Ormai poco le importava ch'egli abbandonasse una strada gloriosa, e volontariamente, per cause non ben definite, si ritraesse a vivere d'inerzia e d'esilio, se per tal modo ella poteva più strettamente ravvolgerlo nel suo geloso amore. Egli le aveva comunicata quella decisione con parole semplici: — «Era stanco, si era fatto troppo rumore intorno al suo nome; già da lungo tempo aveva desiderato di ritirarsi a vivere per lei sola e con lei sola, fors'anche lontano di lì, ricominciando la vita... L'occasione era propizia: l'afferrava.»
Ella credette, o finse di credere, a tutte quelle parole; ma nell'intimo della sua bontà femminile pensò che bisognava medicargli a poco a poco il cuore ferito. Essere in tal modo la sua compagna, e doverlo, non solo amare, ma far scendere un velo d'oblìo sopra il suo dolore silenzioso, — questo era per lei, per il suo amore, [pg!344] la più dolce cosa. Gli disse tranquillamente: — Sì, Andrea, fai bene; hai ragione; anch'io pensavo che avresti dovuto fare così.
E guardando con occhi di sorella nei profondi occhi dell'amante, spesso gli mormorava con fedeltà: