Ella vide a pochi metri dalla finestra, su l'albero gigantesco, un grande fiore di magnolia sfasciarsi, cadere in frantumi sotto il lucente albero, come una porcellana spezzata.

Andò vicino all'amante, gli pose una mano sui capelli e sottovoce disse:

— «Che ora è? Tardi?»

Egli guardò l'orologio distrattamente:

— «Le tre passate.»

Cominciava un dondolio sonnolento per le cime degli alberi; i prati lontani mutavano colore.

— «Che faremo?...» — ella domandò con un tremore fin nell'anima.

— «Non so.»

Stava ritta contro le sue ginocchia, tenendogli ora le mani su le spalle. Egli aveva la fronte quasi nascosta contro il suo petto, e, senza toccarla, sentiva tuttavia l'impressione della sua pelle nuda, sentiva il profumo della stoffa tenue somigliante all'odore stesso di lei.

— «Tu l'amavi!» — egli esclamò d'un tratto con iracondia, senza levare il capo.