— «No... taci...»

E come per soffocare ogni parola, su la bocca, affannosamente, lo baciò...

... poi lontano, per l'ultimo cielo, fra i mazzi di stelle che imbiancavano, videro salire una gran fiumana [pg!351] di vapori ondeggianti, quasi una colonna di fumo che soffiasse, non da un incendio, ma da un gelido remoto mare. Veniva per la finestra, con l'odor fluviale dei narcisi, con l'abbrividire delle foglie che si destavano, un'ondata d'aria fredda, quasi visibile, che faceva il giro della stanza, come un vortice...

Una chiarità nasceva nell'oriente concavo; i prati lontani mutavano colore.

Egli le ravvolse nella camicia di batista i seni che si ergevan nudi, la fasciò fino alla gola entro la vestaglia di seta, e baciandola su gli occhi pieni d'ombra disse a lei che non parlava:

— «Dormi?...»

. . . . . . .

Fu la notte più lunga e più calamitosa che vissero mai nella vita. Li divideva solamente una parete, una fragile parete, attraverso la quale si vedevano, si udivano, — ed una porta non difficile ad aprirsi, che ogni tratto pareva si spalancasse da sè.

Non s'erano mai amati con tanto brivido nè con un senso più inesorabile della loro complicità. Ora si accorgevano che il delitto era veramente l'essenza della loro passione, comprendevan che il senso della morte aveva sempre alimentato come un'esca la lor tragica fiamma.

Perchè non gli avevano data la medesima stanza dell'altr'anno? Chi mai, nella casa, aveva creduto necessario avere questo delicato e crudele pensiero per lui? Perchè tacitamente l'avevan messo a dormire presso la camera di Novella, con una sola porta fra loro, e che potesse aprirsi con tanta facilità?...