Senz'abbandonare la sua mano, egli la trascinò lontano dalla strada, rasente il muro del camposanto, per il viottolo che s'inoltrava nella campagna; ed ella, sentendosi più lieve, si appese felicemente al suo braccio.

— Dimmi, — egli domandò convulso: — vuoi ancora essere mia?...

Ella non comprese la sua domanda, oppure non volle interamente comprenderla; ma gli si annodò contro la spalla, con un movimento femineo, rovesciando il capo all'indietro per fargli vedere che la sua bocca rideva.

— Dimmi, — egli ripetè con forza: — vuoi ancora non abbandonarmi, non odiarmi anche tu?...

S'eran fermati nel folto; invece di rispondere gli tendeva la bocca rossa, gli occhi innamorati, la sua turgida gola bianca di cipria, stringendolo così forte nelle sue braccia ch'egli doveva da ogni fibra udirsi rispondere: — Sì!

— Allora ódimi — egli disse, pallido in verità come la morte: — bisogna che tu sappia una cosa, perchè non posso più conoscerla io solo.

— Raccóntami... — ella rispose, impaurita, lasciando cadere le braccia che a lui si reggevano.

Con uno sguardo mortalmente vuoto egli fissò l'amante, [pg!356] la campagna, il mondo... fu sul punto d'incominciare; poi tacque.

— Raccóntami... — ella cercava di persuaderlo, carezzandogli la faccia pallida con le sue falangi odorose di fiori.

— No, — egli rispose, — non qui. È meglio che non sia qui. C'è troppo sole...