XII
«Fai la ninna, fai la nanna,
fantolino della mamma...
. . . . . della mamma...»
A poco a poco, nell'alta camera dell'infante, anche la nutrice s'addormentò.
Egli rimase ancora per qualche attimo, solo, nel buio. Per le connessure dell'uscio filtrava luce dalla camera di Novella. Voleva sentirsi pronto, come nelle ore di battaglia, davanti a questa ch'era l'ultima e la più inattesa fra tutte. Ma invece la volontà non gli bastava per chiudersi ancora una volta in quell'armatura inflessibile che lo rendeva così padrone di sè.
Aveva lottato per uccidere — e di questo era stato capace; aveva lottato per nascondere il suo delitto — e di questo era stato capace; aveva lottato prima di distruggere la sua magnifica vita in un fiero esilio — e di questo era stato capace... ma quello che non poteva comandarsi più, era lo sforzo di suggellare nel perpetuo silenzio il grido che gli prorompeva dall'anima. Bisognava dividere questo peso almeno con un'altra creatura, bisognava consumare il delitto fino all'ultimo, facendo sì che investisse lei pure.
Quella tentazione crudele che aveva sentita poche ore dopo l'uccisione, lungi dallo spegnersi, era cresciuta continuamente, in ogni giorno di quel tempestoso anno, ed or gli pareva che ogni ulteriore indugio non fosse [pg!357] che una più lunga viltà. Quante volte la parola rivelatrice gli era venuta su l'orlo della bocca!... e sempre, sempre, nei baci più deliranti, quel desiderio s'infiltrava in lui come la tentazione di una più forte voluttà. Qualche volta era perfino giunto al godimento perverso di trascinare l'amante con parole ambigue su l'orlo del sospetto, come su l'orlo d'un abisso, dove il peso dell'ultima complicità li avrebbe fatti cadere, avvinghiati per sempre.
Cercava con tal mezzo d'investigare quale sarebbe stato l'animo suo davanti alla rivelazione. Ma ella non mostrava che un'infinita smemoratezza e il desiderio di non rivolgersi mai verso quell'ora lontana.
Anche durante i giorni dell'accusa, ella di ciò non gli aveva parlato, se non quel tanto che fosse indispensabile: ne aveva parlato con fretta, sbadatamente, senza guardarlo negli occhi, attenuando con un sorriso femminile ogni parola inavvertita che paresse nascondere un suo pensiero profondo.
Egli aveva talvolta immaginato che, nella sua fragilità, ella fosse tuttavia la più forte.
Infatti avviene talora che l'anima femminile ci sembri assai lieve in paragone della nostra e non obbediente a quell'ordine logico dal quale si muove il nostro pensare; ma forse quell'anima è solo diversa dalla nostra, e noi spesso non riusciamo ad intravvederne il fondo.