Allora ella disse all'amante:
— Se dev'esserci un'espiazione, la consumeremo con uguale fedeltà. Se tu hai avuto il coraggio allora, io l'avrò adesso, che ti sono per la prima volta veramente vicina.
— Ma tu credi, Novella, che si debba e si possa dimenticare? — egli le domandò, quasi affidandosi ad una remota speranza.
— Non si dimentica, forse, ma cade sopra la memoria un velo d'insensibilità. È il tempo ed è l'amore che lo tessono; bisogna cercare d'aiutarli. Molte volte, in questo lento anno, sono già stata così felice, così pienamente felice, che non mi ricordavo più di nulla... Vedi, è quasi facile...
— Forse tu dici questo per ingannarmi.
— Invece lo dico perchè sono sicura che ti guarirò. Siamo giovani ancora, e forse potremo avere il coraggio di non riguardare mai più indietro, verso la nostra vita che finì. Non ti sembra che davanti a noi ci sia tanta luce ancora, da permetterci di continuare la strada?
Una limpidità s'accese, come un raggio di sole negli occhi di Andrea.
— Sì, anima... — disse con ebbrezza, — lo credo, lo credo!
— Solamente chi avesse paura, — ella riprese, — non potrebbe far questo. Nè io nè te sappiamo aver paura.
Ella brillava, in queste parole, di una luce orgogliosa; veramente gli assomigliava: era nitida, inflessibile come lui.