— Ricórdati, — ella disse: — la distanza è quella che meglio seppellisce il passato. Potremo andare assai lontano, e, se ti piace, rimanervi per sempre. Tu non sei fra quegli uomini che davvero possono rinunziare alla vita; fra poco avrai nuovamente bisogno d'esser [pg!369] forte com'eri, buono ed operoso com'eri. Quando mi dicesti che abbandonavi l'Università, la Clinica, i tuoi libri, nulla feci per impedirtelo, ma pensai: — «Tutto questo ricomincerà in una vita nuova, ed io stessa gli dirò: «Andiamo.»
Un colore di vita brillò su la fronte dell'uomo che non poteva essere un vinto.
— Come sei buona! come sei buona! — esclamò con ardore. — Sì, Novella, hai ragione: voglio vivere ancora! Ho bisogno ancora d'essere, come hai detto, buono e forte.
Si serrò nel palmo la fronte accesa, gonfiò il petto in un largo respiro e soggiunse:
— Poichè, vedi, anche nell'uccidere fui tale. Se avessi avuta l'anima di un piccolo uomo, avrei potuto sottrarmi alla responsabilità del mio delitto, volgere la schiena mentre lo compivo. Ma non volli. Ora che mi sono accusato apertamente, senza diminuire in alcun modo la mia colpa, posso dirti ancora una cosa, che tu non sai. Ed è questa: — Giorgio mi ha domandato volontariamente di morire, mi ha supplicato, con parole indimenticabili, perchè lo facessi morire.
Ella dette un'esclamazione di maraviglia e si levò trepidante, con gli occhi pieni di luce.
— No, attendi!... — egli l'interruppe. — Già era tardi. Lo avevo già condannato a spegnersi, avevo già cominciato ad impadronirmi della sua vita. Ma una sera, — quella sera, ti ricordi? che tu fuggisti nell'udirlo venire. — Giorgio entrò nella mia camera e mi disse: — «Novella era qui.» Nel sangue gli camminava già il veleno, era esausto; mi parlò come forse nessun uomo ha mai parlato ad un altro. Mi disse: — «Poichè vi amate e siete due creature vive, io, che sono un morto, debbo scomparire. Aiútami! Tu, che sei stato il mio fratello ed il mio nemico nel mondo, aiútami! Non ho la forza di colpirmi da me stesso: tu solo puoi avere per me questo grande coraggio. Aiútami, Andrea, dammi un veleno!»
[pg!370] Ecco quello che avvenne. Te lo racconterò, se vuoi, parola per parola; me ne ricordo con lucidità, come se fosse accaduto ieri. Vedi, è ancora più barbaro che se l'avessi ucciso in un momento solo, mettendogli una mano alla gola. Poichè, sebbene fosse un morto e io sapessi che la natura lo aveva ormai condannato senza scampo, tuttavia sarebbe certo vissuto fino a veder nascere il nostro bimbo, o vedere te, travolta da un atto di disperazione... Era questo, mi capisci, era questo che io non volevo!
Egli si fermò concitato. Bianchissima, l'amante lo ascoltava, seduta sull'orlo del letto, un poco protesa verso di lui, con le mani aggrappate alle coltri, i polsi, le braccia, le spalle che parevano irrigidirsi.
— Allora? — ella fece ansante, quasi non tollerasse quella pausa.