— Báciami! Báciami! — d'improvviso ella gridò, scuotendosi tutta, come se volesse ubbriacare di voluttà la coscienza terribile. — Báciami forte!...

Egli si chinò su quel grido, e furiosamente la possedette.

. . . . . . .

«Fai la ninna, fai la nanna,

fantolino della mamma...

. . . . . della mamma...»

Era l'alba; l'alba vaporosa, tenue, come un velo di caligine bianca. Il bambinello, forse per fame, s'era messo a vagire.

[pg!372] — Senti?... — mormorò Novella; — ora piange...

— Fra poco si riaddormenterà. Mi ami?

Un bacio ed ascoltarono.

Ma la vocina passava il silenzio, lunga, insistente dannosa. La mamma era inquieta; per la prima volta s'accorgeva d'amarlo, sentiva quella voce risuonare nell'eco della sua propria carne.

Improvvisamente una profonda volontà materna le fece dire: — Andiamo a vederlo.