— Perchè? ma perchè tante ubbìe?... Lasciamo stare, Giorgio! Senti piuttosto queste rose delle margotte, che odore inebbriante!... stordiscono... senti!...

Gli si avvicinò, portandogli le rose da odorare. Ma Giorgio bruscamente le afferrò una mano:

— Vorresti non lasciarmi parlare, è vero?

— Io? perchè?... — rispose la moglie, turbata.

— Vorresti che fra noi, sino all'ultimo, perdurasse l'equivoco dietro il quale ti nascondi? Sì?

— Ma Giorgio...

[pg!39] — Però io, poichè sono crudele... — via, non t'imbiancare così!... — poichè ho taciuto così a lungo... troppo a lungo!... vorrei parlare una volta con te. Ma, vedi, quel vaso non è sicuro nelle tue mani... Perchè tremi? Pósalo giù, siéditi e dimmi...

— Ah, ma non è vero!

— Sì, che tremi: lo vedo. Siéditi qui vicino e ascóltami.

— Che vuoi? che vuoi, Giorgio? Non ti affannare così; dopo starai male... — balbettava ella smarritamente, guardandosi attorno, quasi cercasse nelle cose circostanti una via di salvazione.