— Anzi, — egli rispose, — parlarti mi fa bene, un bene infinito, Novella, se tu puoi essere sincera con me. E lo dovresti essere, perchè nessuno... intendi? nessuno potrà mai amarti con l'amore mio, l'amore senza confini d'un uomo che se ne va...
— Non dire così!... non devi dire così!
— Ma cosa temi? ch'io t'accusi forse? o ti minacci? o sia così pazzo da domandarti altra cosa che un poco di buona e di vera sincerità? Ascóltami, Novella. Se un giorno avrai nella tua vita lontana, — e Dio te lo risparmi! — uno di quei dolori così grandi che non si sa come un'anima li possa contenere, soltanto allora comprenderai perchè voleva oggi parlarti quel Giorgio che sarà uno scomparso, un punto nero nella tua memoria, un'ombra... Làsciami dire; làsciami dire!... Anzi tutto sappi una cosa: non ho rancore contro di te, non il più lieve rancore, Novella, perchè ti comprendo, anzi ti difendo io stesso.
— Ma da cosa?...
Egli scosse il capo, e seguitò:
— L'amore non è tale se non quando giunge ad essere un'infinita bontà. Il resto è unicamente una rabida passione, la quale non può nè perdonare nè beneficare. Più tardi ricorderai quello che ora ti dico, e più tardi, poichè l'anima dell'uomo ha bisogno di generare fantasmi, più tardi, quand'io non ci fossi più, [pg!40] potrebbe darsi che anche nell'anima tua nascesse quella paura insoffocabile che si chiama «il rimorso». Ora io ti parlo appunto, perchè non voglio che tu lo conosca mai. Ho invece un altro sogno: quello d'aiutarti ad essere felice, se lo posso ancora, e dirti che non mi devi temere affatto, nè ora nè dopo, e lasciarti la sicurezza che tu non mi hai fatto alcun male, anzi sei stata nel mondo la mia sola felicità...
Ella smarrita lo guardava, senza bene intendere le sue parole, ma sopraffatta dal suono tormentoso di quella voce, attonita, nel vedere quel viso trasfigurarsi e risplendere per un'altezza di sentimento più che umana.
— Quando, — egli riprese, — quando il tuo cuore ti dirà con un morso: «Lo hai fatto soffrire...» — tu rispondi serenamente: «No; sono stata invece il suo pensiero più dolce, il sorriso ch'egli vide fino all'ultimo nel colore della vita». — Quando il tuo cuore ti dirà: «Egli purtroppo conosceva il tuo amore, l'altro amore, il solo che avesti...» — e tu rispondi serenamente: «Che importa? Egli non mi amava perchè l'amassi... Poi sapeva che nessuno può comandarsi di non amare». — E se il cuore infine ti dicesse: «Ma è stato geloso... orribilmente geloso di te...» — allora non rispondere nulla, perchè gelosa può essere soltanto la carne... quella si distrugge, finisce, e per lei non vale che si pianga.
Egli fece una pausa e la guardò fissamente, con una tetra luce negli occhi:
— Saprai non ripetere nulla delle parole che ti dico?