E parve che la maschera umana, la febbre umana del suo dolore gli ricadesse d'un tratto sul viso.
Poich'ella taceva, egli disse parlando a sè medesimo:
— Forse no; ma non importa.
Allora ella ebbe uno schianto, e dalla seggiola dov'era scivolò a ginocchi, nascondendosi fra le mani la faccia impaurita, poichè sentiva, così genuflessa, [pg!41] d'esser meglio rifugiata sotto l'ala della sua grande anima.
Insieme, tuttavia, poich'era invincibilmente donna, o forse per quel pensiero carnale ch'egli aveva mesciuto nella sua misericordia, le risaliva struggente nelle vene la memoria della notte trascorsa, e quasi per acuire il suo rimorso fisico riviveva in una specie di prostrazione l'ebbrezza di quei loro baci avidi e soffocati, sicchè non sapeva dividere dal terrore della sua colpa l'immagine stessa del peccato, e dall'immensa paura di quel momento in lei nasceva una più grande voluttà.
Allora, così armata della propria gioia, così piena di quell'assente che la teneva in potere, quasi per una ribellione de' suoi nervi crudeli, sentì, nel luogo della pietà, insorgere un sordo rancore contro colui che si faceva troppo umile per atterrirla, e sentì ruggire in sè, tra vena e vena, tra fibra e fibra, una specie di avversione incoercibile, quasi un odio, contro quel nemico disarmato, il quale, non altro potendo, cercava d'incatenarla con la propria bontà.
Ed allora, senza più mercede, si levò di ginocchi diritta, con una rapida mossa piena d'orgoglio, e crudamente lo fissò. In quell'atto apparve da lui così lontana, ch'egli ebbe immediata la percezione di quella inesorabile distanza.
— Cosa vuoi dirmi? Cosa vuoi sapere da me? — diss'ella, rattenendo a stento l'impeto della voce. — Di cosa dunque mi rimproveri?
— Di nulla, — egli ripetè, chiudendo gli occhi per nascondere la sofferenza che vi saliva. — Di nulla, come ti ho detto.
Ma ella pareva non l'ascoltasse, nè averlo ascoltato fino allora, e sentisse invece imperioso il bisogno d'una discolpa.