— Bah... i giovinotti! — ella interruppe, con una specie di commiserazione. — Avrà quarant'anni!
— Trentasei o trentasette, signorina; non più.
— Ma è brutto!... non ti sembra, papà, che sia molto brutto? — interrogò Maria Dora, con l'aria di non crederlo affatto. Poi, sogguardando con civetteria dal volto chinato:
— È vero — domandò con una voce piena d'insidie, — è vero che tu e la mamma vorreste darmelo per marito?
Il padre, con uno scatto, si guardò intorno esclamando:
— Silenzio! Cosa dici mai!
Seduto in un angolo del loggiato, il suo fratello Marcuccio scriveva, scriveva.
— Cosa dici mai? Fa che Andrea ti senta! Non è vero, signorina; non è affatto vero! Chi può pensare che un uomo come Andrea, un uomo serio, uno scienziato di così gran nome, voglia sposare una pettegola come te? Non farti nemmeno sentire a dir queste sciocchezze!
Maria Dora piano piano si carezzava il grembiulino, il bel grembiule merlettato che le stava così bene.
— Oh, io, per esser chiari, gliel'ho già detto: sa, signor Andrea? vogliono che lei mi sposi... Le piaccio?